Partito. E gia' il primo imprevisto: 6 ore di ritardo del volo Francoforte - Nuova Deli. Sono chiuso ormai da quasi 8 ore in questa scatola di cemento alla periferia di Francoforte. Ne mancano ancora 4 di attesa!
Ho conosciuto i miei compagni di viaggio: una signora sui 40 di Brescia, un ragazzo di 23 anni di Bologna ed una coppia di Torino sui 35 .. a primo acchito sembrano simpatici ed alla mano. I due ragazzi di Torino sono skyrunner e sci alpinisti e gia' questo aiuta. Il resto lo vedremo durante il viaggio.
Ora, cio' che conta, e' partire per Deli!
A presto.
Google Earth è un pezzettino di software acquistato da Google nel 2004 grazie all'acquisizione di Keyhole inc. (approfondisci). Tramite Google Earth è possibile vedere il nostro pianeta come se ci trovassimo su un satellite.
Il funzionamento è semplice; il pianeta è stato diviso in milioni di immagini incollate ed allineate in modo da coprire l'intero emisfero. Questo è la base. L'utente può decidere di visualizzare, al di sopra delle foto satellitari, dei livelli (layer) aggiuntivi con determinate informazioni (strade, città, luoghi di interesse). I livelli sono paragonabili a dei fogli trasparenti lucidi, sui quali sono disegnate le informazioni richieste, e permettono in tal modo di sovrapporsi al planisfero originale. Così facendo è possibile inserire centinaia di categorie di informazioni alle mappe visualizzate. Non solo, tali livelli sono creabili ad hoc da ciascun utente.
Ormai la copertura delle immagine è quasi globale, alcune aree con un dettaglio impressionante, altre zone del mondo con minor precisione.
L'utilizzo che ne viene fatto è dei più svariati. Dagli utilizzi commerciali, a quelli più ludici qule trovare la meta delle prossime vacanze. Si è creato un vero e proprio ecosistema intorno a Google Earth con centinaia di sviluppatori che hanno creato ed immaginato utilizzi più vari di questo pezzettino di software, il tutto grazie alla volontà di Google di mantenere pubbliche le parti di software cardine per l'integrazione con applicativi creati ad hoc.
Un'applicazione molto interessante è la possibilità di geotaggare le foto: cioè posizionare le fotografie scattate nel luogo esatto in cui sono state effettuate creando un livello ad hoc. Tale possibilità è stata resa possibile ai più da un azienda chiamata Panoramio.com (anche questa successivamente acquistata da Google) che grazie all'aggiunta della posizione spaziale all'interno del file dell'immagine stessa (EXIF) permette il loro posizionamento nelle mappe satellitari di GE e la loro condivisione sul web.
Molte immagini di Panoramio vengono di default caricate in Google Earth nell'apposito layer, ma è possibile anche caricare direttamente solo le proprie, o quelle di un amico (o quelle di Marco)in modo molto semplice e veloce.
Ad esempio, per rimanere sempre aggiornati sulle foto geotaggate da Marco è sufficiente seuire questi brevi step dopo aver aperto Google Earth:
Aggiungi > Link di rete >
All'apertura della maschera sottostante inserire nel campo Link il seguente indirizzo:
http://www.panoramio.com/kml/?user=738955
Ora aprendo Google Earth, sulla vostra sinistra, all'interno del menu "Luoghi" trovate un placemark sempre aggiornato chiamato Panoramio Marco (o il nome che avete dato in fase di inserimento nella schermata precedente). Cliccando sull'immagine ... et voilà!
Buon divertimento!
Ovviamente il tutto è fattibile anche con le vostre foto. Per trovare il link da inserire relativo alle vostre immagini, dopo esservi iscritti a Panoramio.com e aver geotaggato alcune immagini, andate nella pagina http://www.panoramio.com/google-earth/ e li trovate il link necessario!
Nota finale: una funzione semplice di geotaggazione delle foto in Google Earth non on line (e quindi non condivisibile con altri) è presente in Picasa (gestore delle foto di Google). Per ora i due software (Picasa e Panormaio) non sono integrati, ma se ne prevede una prossima integrazione completa essendo della stessa mamma grande G.
Ieri, nel mio vagare da solo per i monti del veronese, sono finito in Lessinia. Più precisamente, partendo da San Giorgio, sopra Bosco Chiesa Nuova, sono salito al Passo Malera per poi proseguire al Passo Pertica (ed all'omonimo rifugio) e salire alla cima Tibet attraverso il sentiero alpinistico A. Pojesi.
In prossimità del Passo Malera il paesaggio è mozzafiato: colline che si spengono in altopiani e celo.
La salita è stata molto remunerativa. Non ho trovato nessuno in tutta la giornata, con esclusione (come ovvio) all'interno del rifugio e di un gentile gruppo di ragazzi in prossimità della cima "Tibet".
Una gran bella zona da continuare a visitare e conoscere meglio.
La salita per il sentiero attrezzato Pojesi è semplice, vi sono alcune scalette e gradini metallici, ma le difficoltà tecniche sono abbordabili da chiunque.
Dalla cima Tibet, in poco meno di 30 minuti è raggiungibile il rifugio Fraccaroli alla cima Carega, frequentatissimo in estate, vista la sua vicinanza da Passo Campogrosso.
Di seguito alcune immagini della zona geotaggate:
Una bellissima fotogallery di un amico! Da visitare: foto di boulder in giro per il mondo, dal produttore delle migliori prese in circolazione ;-)
La partenza si avvicina e le mie attenzioni stanno volgendo sempre più all'India.
Ecco che allora anche il blog si aggiorna, per riuscire a tenervi informati sul divenire (sempre che a qualcuno interessi ;-)
Intanto avrete notato una nuova etichetta nei link Argomenti: India. Tutti i post relativi verranno etichettati in questa categoria.
In alto trovate la sezione "Velocissime news di sfuggita" dove posterò (o almeno spero) gli aggiornamenti di viaggio quando mi sarà possibile spedire un sms o avere skype (non cambio mai!).
Le medesime news le trovate nel "widget" qui sotto, oppure abbonandovi a questo feed rss ed ovviamente anche tramite twitter!
Nei prossimi giorni vi tedierò ancora con i preparativi ... che continuano!