Sono sicuro che lo comprerai!!!






Ciao ragazzi, vi posto questa foto fatta dalla forcella Lastè, appena sotto Cima Manera a Piancavallo.
Abbiamo dormito in tenda e all'alba c'era un meraviglioso paesaggio.
Le prime montagne nella parte bassa circoscrivono l'altipiano del Cansiglio, immerso tra la nebbia dovrebbe esserci, sulla destra, il lago di S. Croce.


Stanage plantation-01, inserito originariamente da Chas Ward.

Una stupenda foto scovata su flickr .... di arrampicata femminile!

Ormai, per questo inverno, la voglia di neve e sci è irresistibile ... la Dama Bianca non è voluta ancora passare sull'arco Dolomitico, ormai è natale ....

Aspettandola, date un occhiata a questo video ... paura e delirio ... particolare attenzione dal 30mo al 45mo secondo ... quelle poche curve pennellate sul manto nevoso, a mio modesto parere, sono IL FREERIDE!



Peccato per la gara finale, che cancella un po' le emozioni, ma il tipo ci sa fare, su questo non si discute!

www.aurelienducroz.com

Kronplatz ... peccato per la neve sparata, ma è sempre un bel posto dove sciare ... e la nostra Carmen ormai è una provetta sciatrice!!!

Freddo, bora e cielo limpido.. ci fosse almeno un po' di neve fresca all'orizzonte! Credo però che le cascate di ghiaccio quest'anno si stiano formando bene.. a buon intenditor poche parole.

Nel frattempo un altro video. Devo ammettere che il salto che fa un tipo verso la fine il suo effetto lo fa. Buona visione.

Oggi è il compleanno di uno di noi ... Buon compleanno Stief!

Follia pura!!!! Che figata!!! Un nuovo video di alcuni psicopatici ... e poi dicono di me!



Magari, ora, qualcuno dirà, ecco il solito marco ... effettivamente è vero, ma penso: "il regalo più bello è quello che piace a colui che lo deve ricevere, quindi tanto meglio se lo sceglie!". Questo è il mio punto di vista ...

Ciao!
(la wish list originale è qui .. creane una anche tu, mi semplificherai i dubbi in un secondo tempo!)

Sono ormai alcuni giorni, che negli spazi di tempo, sfortunatamente troppo pochi, sto cercando mappe il mio nuovo gadget, un Garmin eTrex Legend. La cosa non è stata semplice, ma ho trovato quanto segue. La lista non vuole essere esaustiva, ma è una iniziale panoramica dei siti su cui cercare cartografia, tracciati e waypoint gratuiti per dispositivi GPS di vario tipo.

Cartografia vettoriale:

  • ItalyTopoMaps: tutta le isoipsie delle alpi!
  • Map Center: un catalogo di cartografia disponibile gratuitamente di tutto il mondo. La sezione italia comprende alcune mappe delle Dolomiti.
  • Lago di Garda, Lessinia, Mincio ed Asiago Monte Grappa
  • NOeGS: sito tedesco che raccoglie una buona raccolta di mappe di vario tipo
  • Digital Elevation Data: raccoglie una serie di mappe con le altimetrie di tutto il mondo, molto interessante
  • GPS Map: Un altro sito tedesco che vende mappe, ma sono disponibile 3 mappe gratuite ben fatte per le aree Hymalayane!
  • mkmap: ancora un po scarno, ma permette la ricerca delle mappe su un planisfero di google map

Track e waypoint web sharing sites:
  • Giscover: un sito da visitare! tantissimi tracciati di escursioni sulle alpi (e non solo!), dallo sci alpinismo al trekking
  • alps_waypoints: un yahoo group di appassinati che caricano le loro tracce a disposizione di tutti
  • EarthClimb: non completamente pertinente, progetto di localizzazione delle cime su Google Earth
  • hotKNOTT: sito sponsorizzato da Sportler, che si prefigge di creare una community nella quale scambiarsi itinerari georeferenziati comprensivi di fotografie.
  • Camptocamp.org: il proseguo del progetto Camptocamp.com ... da non perdere!
E per finire i miei bookmarks taggati gps ... sempre in divenire!



Un post per marco ed i suoi interessi geo-mappanti: dai un occhio al servizio WebGIS della Protezione Civile del FVG qui.

Tutto il territorio della regione mappato, zoomabile a piacere (fino a 1:25000), con vari livelli di informazione richiamabili.

Probabilmente ci sono software di geo-mapping e simili anche open source, sarebbe curioso cercarli (avessi tempo).


L'idea era venuta anche a noi, a dimostrazione che la cosa era bella ed interessante, ma siamo stati anticipati sul tempo: creare una community che fornisca una panoramica sulla situazione real time delle condizioni di scialpinistiche e alpinistiche come camptocamp.com ed informazioni generali sui gruppi montuosi sullo stile di summitpost.org, il tutto completamente georeferenziato, in modo da garantire una ricerca semplice ed efficacie delle aree montuose lontane e poco conosciute!

Tratto dal sito camptocamp.com:
Grazie alla regione Rhône-Alpes e all'Unione Europea, nel ambito di un progetto con Météo-France e il SNGM, Camptocamp-Association può proporre la versione 5 del sito camptocamp.org. Le principale evoluzioni sono:

- un solo sito multilingua con un approccio globale e personalizzato: costruisci il tuo c2c;
- la possibilità di itinerari anche di escursionismo e con ciaspole;
- dei nuovi strumenti cartografici;
- un metamotore di ricerca per condividere i report di condizione con altri siti (Syndicat National des Guides de Montagne);
- il concetto di un wiki multilingue con degli articoli personali e collaborativi per esprimerti su quello che vuoi.


Il sito è accessibile da poche settimane, ma gli itinerari e le montagne geotaggate sono ormai molte ...

"Life is like a bad margarita with good tequila"

Peter Applebome, International Imitation Hemingway Competition

Dalla casera Rupeit c’è una vista meravigliosa

Domenica 1 Novembre ore 14:30 circa, mancano circa 200 metri di dislivello per arrivare in casera, siamo appena usciti dal bosco e ora camminiamo lungo il sentiero che taglia il ripido pendio proprio sotto la casera. A destra vediamo la croce metallica in cima a Pala d’Altei e una piccola sagoma su un costone poco distante che cerca di scendere, probabilmente un cacciatore.Il panorama è bellissimo e regna una pace incontrastata, e chissà come mai quando una persona non ha niente da dire deve uscire sempre con questi soliti luoghi comuni: che pace, che bella la natura, magari sempre questa tranquillità, ecc … Si certo, come no! Sta di fatto che l’uomo deve criticare sempre quello che ha, anche la donna ovviamente, la quale sembra avere a proposito una particolare dote, comunque: gli adolescenti odiano i genitori e accumulano sete di vendetta, gli assetati universitari l’università e per questo fanno feste e si ubriacano ogni giorno, i lavoratori avrebbero voluto andare all’università e per questo bevono come spugne, e per finire chi ha lavorato tutta la vita senza ubriacarsi si riscopre assetato ma non ha più tempo per ubriacarsi.La montagna non è che sia un gran posto per vivere, fa freddo, d’inverno non ne parliamo, la neve che entra ovunque e che bagna e congela ogni cosa, quando non nevica però piove, e sentire le gocce picchiettare sui vetri ti culla in un piacevole tepore melanconico che svanisce d’incanto quando la stufa si spegne perché non c’è più legna, tragedia! Fuori ci sono tre gradi e piove a dirotto, gocce grandi come melanzane si schiantano ovunque, è una guerra, ma fare legna in montagna è così bello, così riposante. Per fortuna viene anche la bella stagione e allora si esce, la natura fiorisce, le nuvole accarezzano il cielo e il sole ti sorride. Decido di andare al bar a prendere un cappuccino, vedere qualcuno è anche piacevole, ma nel bar ci sono duecento persone inferocite, venti metri quadrati di pogo che fanno invidia ad un concerto di Marilyn Manson. Dico: sarà una mia impressione, del resto sono venuti fin qui dalle città per trovare un po’ di pace, non possono essere scontrosi. Nulla di più falso! Gli occhi inferociti delle belve cittadine mi squadrano come un intruso; ora che si sono impossessati del bar e lo hanno piegato a questa frenesia non si scherza più, c’è da guardarsi le spalle. Devo fargli capire che non voglio rubare il posto a nessuno. La tensione cresce. I bambini piangono come fontane, i loro acuti strazianti fanno da sottofondo al coro di donne e uomini che si scambiano opinioni sulla pace che regna qui in mezzo alle montagne. Il cappuccino è chiaramente un miraggio, come il bancone del bar, tutto è un miraggio ora. Scappo infastidito con la speranza che esplodano tutti in una grande palla di fuoco!Cercare rifugio nei boschi limitrofi è naturalmente inutile, ogni cento metri incontro qualcuno che mi chiede sistematicamente se è una bella giornata, se questo sole a picco si trasformerà in un uragano tropicale, se manca molto per arrivare al bar in paese (dato che non ne ha avuto abbastanza a colazione), se ho visto e sentito in che pace ci troviamo. Basta! L’unica soluzione è la roccia! Prendo la corda e qualche arnese e vado diretto in falesia, non mi troveranno mai appeso come un lichene in parete. Che illuso. Dopo un quarto d’ora c’è già una folla che guarda il mio sedere venti metri più sotto. Come avranno fatto a vedermi? L’unica soluzione è la fuga dall’alto, costi quel che costi! Rovi, traversi e cespugli ma il gioco vale la candela, non mi avranno. Riconquisto casa passando e strisciando nei boschi come un soldato, missione compiuta. Aspetto il calare delle tenebre seduto nel divano in penombra. È solo questione di tempo penso, prima o poi dovranno andarsene.Ormai è sera, poco prima di cena ritento una timida passeggiata. Le auto cominciano a muoversi verso valle, tutte in una curiosa e nervosa fila, girano sulla rotonda incalzando l’auto che precede. Wow, non ci credo, anno fretta di andarsene! E così pian piano vanno, riposati dal caos che non hanno mai abbandonato, e devo dire che tutto sommato un po’ comincia a dispiacermi, un sentimento quasi perverso mi insinua il dubbio che quella segregazione interiore possa mancarmi, che in fin dei conti essere “perseguitati” faccia sentire meno soli, che ci sia qualcuno che voglia dirti qualcosa nel bene o nel male è quasi confortante. Un attimo prima ero convito di qualcosa di cui ora capisco di non sapere nulla. Mi sembra che il contatto con gli altri, i rapporti veloci e senza impegni diluiscano noi stessi in quello che è di tutti, una grande domesticazione dell’essere, dove non è possibile ascoltare perché è il sottofondo che sempre di più si leva a rendere tutto più facile. E noi diventiamo e cerchiamo ciò che è facile, sempre di più. Non so se sia un veleno per le nostre menti quello che ci facciamo ogni giorno. D'altronde non si apprezza mai quello che si ha, chi è solo vorrebbe compagnia e chi è in mezzo alla gente è solo in se stesso.Così siamo arrivati quassù in casera Rupeit, si vede tutta la pianura e da lontano arrivano i rumori delle auto e dell’uomo immerso nel suo trantran quotidiano.Ad ogni modo questo è quello che mi sembra di vedere quassù, qualcuno si chiederà se non abbia bevuto anch’io: beh a me piace andare per le montagne con i postumi della sbronza, si sa, il mal di testa passa dopo un po’… non serve essere ubriachi per stare con se stessi.E se un giorno arriverete in casera Rupeit anche voi, vi darò il benvenuto.



























In secondo piano Casera Rupeit 1275 s.l.m. photo by D. Zamparo

In linea con iniziative analoghe da parte di alcune pubblicazioni di riferimento su alpinismo e montagna (vedi l'American Alpine Journal, ad esempio) anche l'inglese CLIMB magazine offre sul suo nuovo sito web moltissimi contenuti per la libera consultazione (e download). E' necessaria una veloce registrazione gratuita per il login (come sempre in questi casi, occhio ad accettare eventuali informazioni via mail, ecc.) e poi si può accedere agli archivi. Numerosi gli articoli molto interessanti, non solo riguardanti le isole britanniche o gli attivissimi alpinisti inglesi ma anche ad esempio su vie nel gruppo del Bianco, sulle falesie di Osp o sulle più belle vie "moderate" in Slovenia!

Importante: "moderate" vuol dire che potrebbero interessare anche gli altri scriventi di questo blog. :)

Controtendenza invece, dopo alcuni mesi in cui offriva tutti i suoi contenuti alla consultazione online gratuita, Alpinist.com ha ridotto la parte del sito accessibile al download gratuito.

Il rinnovato sito web della rivista americana punta ora su extra presenti solo online, che non sempre reggono il confronto con i bellissimi articoli della versione cartacea. Peccato!

Quanto oltre la sostenibilità viviamo? Un simpatico anche se approssimativo test rivela quale è la vostra "impronta ecologica" sul pianeta e calcola quanti pianeta Terra servirebbero se tutta la popolazione mondiale adottasse il vostro stile di vita.

Date un'occhiata e provate a calcolare quanto costate all'ecosistema globale qui.

Vince chi "mangia" più Terra, ovviamente: se tutti fossero come me ce la caveremmo con 3 pianeti e 1/2 (e per fortuna che di Terre ce ne sono a pacchi, altrimenti...)!

Un bel articolo di Maurizio Lutzenberger, grosso esperto di valanghe, con una semplice morale:

  • Anche se siete esperti e sciatori provetti mantenete un atteggiamento difensivo
  • Allenatevi bene con il vostro A.R.V.A. (Analogico o digitale che sia)
  • Comperatevi una grossa pala
Leggi l'articolo completo qui.

Un interessante studio condotto dal policlinico Universitario di Zaragoza su 35 alpinisti di punta appartenenti a quattro diverse spedizioni himalayane, ben 34 abbiano riportato danni celebrali di varia entità. Tale analisi, anche se effettuata su un campione non statistico, visto l'esiguità della popolazione scelta, verrebbe maggiormente avvalorata da ulteriori studi effettuati su altri 22 alpinisti di ritorno dal Monte Bianco, dall'Aconcagua e dal Kilimanjaro, anche loro affetti da danni celebrali. Maggiori dettagli sono reperibili partendo da questo articolo e seguendo i link biblografici:
NEW STUDY: ALTITUDE CAUSES PERMANENT BRAIN DAMAGE

Continuando a parlare di altaquota, mi sono inbattuto in questo breve racconto-recensione-intervista (I PRIMI PASSI DI KURT VERSO L’IGNOTO ) a Kurt Diemberger (Wikipedia), autore del libro "Da 0 a 8000", il quale di esperienze Himalayane ed alpine di alta quota, certo non ha da invidiare nessuno. Leggendo i suoi scritti (qui) e guardando le sue fotografie nonché i suoi lungometraggi mi sovviene una innocente provocazione: i danni celebrali provocati dall'altaquota sono peggiori dal "bel far niente" davanti alla tv?

Le nostre amate Giulie alla ribalta della cronaca di Alpinist ... un post a rimarcare la presenza delle nostre rocce di casa, non poteva mancare.
Comunque sia, due nuove vie sono state aperte in questi giorni: una sul gruppo del Magart (Parete nord del Vevnica) e l'altra sul Pilastro del Diavolo di Prisojnik ... Articolo veloce, in prima persona, con un paio di belle foto!




Bene, bene, bene,

dopo tanta attesa è finalmente arrivata la tenda nuova!

Si tratta del modello forse più conosciuto della Black Diamond, la FirstLight, quella che si vede in un sacco di riviste piantata nei posti più improbabili...

Devo premettere che ho realizzato l'ordine appoggiandomi al K2 sport di Cortina (negozio del mitico Laccedelli) che mi ha fornito un ottimo servizio, accordandomi un'invidiabile disponibilità. Se dovete ordinare qualcosa chiedete di Cristian.

Altrettanto disponibile è stato l'importatore per l'Italia della B.D. per consigli e impressioni preziose sul materiale.

Ma veniamo al dunque: la tenda è una mono telo con paleria interna in alluminio, io ho preso anche la veranda o vestibolo che dir si voglia (venduta separatamente).
Le misure sono 208 X 123 X 107 cm per la tenda aperta mentre sono 15 X 23 cm per latenda impacchettata. Tutte le specifiche tecniche le trovate qui, al Link della B.D. http://www.bdel.com/gear/firstlight.php
Prima di poter usare la tenda bisogna siliconare tutte le cuciture, (gran rottura!!) con il prodotto fornito nel pacco, aspettare 48 ore con la tenda montata in un luogo asciutto e senza raggi solari diretti, e a questo punto è possibile procedere al suo utilizzo, tutto ciò vale anche per il vestibolo naturalmente.
Ho trovato molto interessante in sistema per fissare i pali internamente che attraverso uno "strap" in velcro rende l'operazione facile e immediata sia per il montaggio che per lo smontaggio.
Stessa semplicità per infilare i pali ai quattro angoli, dove si trovano delle piccole guide in metallo (tipo bottoni a pressione) nelle quali vanno inserite le estremità della paleria.
Una volta inseriti i pali la tenda è montata! Se volete fare le cose proprio per bene ci aggiungete i tiranti e avete la vostra casetta a prova di tornado!!!

La prima uscita è prevista per questo week-end, un bel giro nelle montagne dietro casa con dormitina sui 2100m, ma la vera sfida si farà sotto il primo temporale d'alta quota e questo inverno con la neve!




D'estate si sogna la neve, d'inverno si sogna il caldo... tanto per cambiare adesso che arriva il freddo penso al freddo lo stesso.

  1. Fate una buona azione: comprate i miei scarponi da scialpinismo (affarone!), così io me ne posso comprare un paio nuovo!
  2. Una buona azione tira l'altra: con pochi euro da parte vostra (pensate al partito democratico, basta un euro da ciascuno di voi) potrete aiutare la sicurezza in montagna e alleviare il lavoro dei volontari del soccorso alpino = donate qualche euro a me e prometto che li userò per comprarmi un arva!
E a proposito di arva e simpatici lastroni di sostanza bianca che decidono di seguire il destino della mela di newton nel momento sbagliato date un'occhiata a questo interessante programma di autovalutazione.
Altri articoli interessanti sul tema qui.

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Per il link diretto alla pagina eBay Italia clicca qui.

In un post di qualche tempo fa ho parlato di come geotaggare le proprie foto digitali (o digitalizzate) e di come renderle pubbliche tramite l'utilizzo di Panoramio.com.
Panormaio, permette inoltre, in modo semplice e veloce, di inserire nel proprio blog o sito web un mini-panormio con i propri scatti "appiccicati" sopra. La versione base del servizio permette la visualizzazione di solo poche immagini per volta (20), ma cercando su internet è possibile riprodurre sul planisfero fino a 100 immagini personali.

Ecco a voi Il Mio Mondo visto con le immagini.

Per chi ha letto il libro del fondatore prima di BD e poi di Patagonia (reperibile in inglese su Amazon.co.uk), il video rende "reale" ed in carne ed ossa (ops ... bit) le la figura di Yvon Chouinard. Un libro da leggere se vi interessa il business e i gadget "di montagna".
Un idea, forse solo un ideale irraggiungibile ... ma pur sempre un obbiettivo di libertà ed equità. Questo è quello che si percepisce dalle parole e dalle pagine di questo testo che vorrebbe essere una guida per un management illuminato, dove l'obbiettivo principe non sarebbe il mero profitto di una persona, ma una sorta equilibrio ottimo per tutti gli stake holder. Ripeto, da leggere e rileggere!


Patagonia ha aggiunto al suo sito una interessante sezione sull'impronta ambientale di alcuni suoi prodotti, con molta documentazione su come e dove vengono prodotti i vari componenti, per quali distanze devono essere trasportati e quali sono rischi ambientali che il processo produttivo comporta. Una grafica accattivante e molto materiale documentario rendono interessante dare un'occhiata. Un'iniziativa di marketing intelligente per Patagonia che mostra però molti dettagli su come si svolga nella realtà un processo di produzione globalizzato anche a chi non intende comprare i costosi (e stilosi, ma non sempre) prodotti della multinazionale americana.

La foto è tratta dal blog di patagonia, e non è un fotomontaggio.

Leggendo questo articolo mi sono riapparse alla memoria le due vesciche che continuano a lasciarmi i segni sui talloni di entrambi i piedi (forse erano loro ad avermi fatto interessare all'articolo?). Comunque sia, chiunque abbia conosciuto i dolori provocati da queste maledette "pustole", un occhiata all'articolo citato merita davvero.

Vai all'articolo.

TNF, tramite questa spedizione richiamata in molti banner apparsi in diversi siti web in questo periodo, si pubblicizza alla grande massa trasmettendo il messaggio di expoit che in realtà exploit non sono.
Il tekking sul fiume ghiacciato dello Zanskar, che collega il villaggio di Padum (capoluogo dello Zanskar) alla valle di Leh (principale cittadina del Ladakh) è certo un tragitto impegnativo, percorribile solo tra metà gennaio a metà febbraio a causa della tenuta del ghiaccio, ma non si può certo definire un exploit da grandi esploratori o da, men che meno, ironman: per le popolazioni dello Zanskar è l'unico tragitto (o quasi) per raggiungere la "civiltà" durante i lunghi mesi invernali, periodo nel quale il passo ai confini con il Pakistan sul quale passa l'unica carreggiabile, è sommerso dalla neve.
Risulta quindi difficile definire tale avventura un avventura estrema, visto che gli Zanskari non hanno certo a disposizione il materiale TNF ... per loro è sicuramente la situazione è ben più dura! Inoltre, nella zona di Leh, vi sono come minimo una 20 di agenzie "alpinistiche" che prevedono il medesimo trekking come attrazione per i dollari occidentali ... a voi il giudizio!

Una bozza dell'itinerario è reperibile sulla seguente ottima guida, redatta da Marco Vasta, grande conoscitore della zona e l'itinerario di massima in questa pagina.

Un avventura sicuramente da fare! E se lo dico io, certo non si può considerare "estrema"!

Sempre sognato di diventare uno dei protagonisti dei Simpson? Ecco una web application che ti permette di assomigliare al tuo eroe preferito degli umanoidi gialli!

Questa è Carmen ...

.. e questo sono io ..
.. CHE COPPIA!

Ora crea il tuo personaggio in questo sito: http://www.simpsonizeme.com/

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Un mio compagno di viaggio ha scattato numerosi fotogrammi, alcuni di indubbio valore e meritano una visita:
http://picasaweb.google.it/abiavati/PadumToLamayuruTrek

Bravo Ale!

Epilogo: ritorno a casa con diarrea e vomito.
A parte i classici regalini di questo tipo di viaggio, già considerati alla partenza come "da portare a casa", per il resto questo trekking lo consiglio. Le difficoltà sono basse, un discreto allenamento e l'adattamento a 10 giorni di vita all'aria aperta sono ciò che basta per partire: 176 kilometri e 5400 metri di dislivello in salita in 10 giorni di cammino sono ben gestibili da chiunque in condizioni fisiche buone.
Arrivati a Leh (3500 m), capitale del Ladakh ed unico aeroporto "militare/civile" dello stato del Kashmire Jammu (di cui fa parte la provincia del Ladakh) abbiamo speso un paio di giorni per acclimatarci. In tal modo abbiamo avuto l'occasione di visitare alcuni monasteri buddisti per i quali la regione è famosa.
Il terzo giorno abbiamo preso una jeep ed in due giorni di strada abbiamo raggiunto prima Kargil, capitale della provincia del Kashmire, e poi Padum, piccolo capoluogo dello Zanskar, una delle regioni Himalayane maggiormente inaccessibili, dato che l'unica carreggiabile da noi percorsa attraversa il Penzi La pass che tocca i 4.267 m: rimane inaccessibile per 7/8 mesi all'anno!
Da qui, con l'aiuto di 9 cavalli, il nostro piccolo gruppo ha iniziato il cammino che unisce Padum (e lo Zanskar) con il villaggio di Lamayuru, tra Kargil e Leh.
Il trekking si è svolto per i sentieri che i locali utilizzano durante il periodo estivo e che collegano i piccoli villaggi incastonati in questa natura desertica, dai colori sui toni del giallo e del rosso, dove non esistono infrastrutture stradali.
Il punto più alto raggiunto durante il trekking è stato il Singi La a 5060 m. Il cammino si svolge ad un altitudine media di circa 4200 metri. Vi sono numerosi passi oltre i 4600m. Il campo più alto è stato efettuato a circa 4600 m. Il trekking è molto remunerativo. Il paesaggio sorprende per i colori del cielo, che durante il periodo estivo rimane terso e senza piogge, e i toni sul giallo-rosso del terreno, caratterizzato da pietre e guglie di stampo dolomitico in un ambiente che per dimensioni è fuori scale rispetto alle Alpi!
Per quanto mi riguarda ho sofferto l'altitudine solo il secondo giorno a Leh, dove ho avuto mal di testa e nausea. Durante il trek, salvo casi sporadici di alcune ore, il mal di montagna non si è fatto sentire. Ho tenuto sempre con me le pastiglie di Diamox che ho usato, in quantità placebo (mezza compressa al giorno, con una punta di una al giorno), durante i primi giorni. Alcuni miei compagni hanno invece sofferto l'altitudine nei giorni seguenti. Questo per dire che non vi è una regola fissa. Unica regola è quella di prestare attenzione ai sintomi. Bere tantissimo, Non sforzarsi i primi giorni e salire piano. Leggendo vari libri e parlando con varie persone, un corretto acclimatamento prevederebbe di salire di circa 400 m al giorno. Inoltre 30 giorni sono il termine minimo per poter considerare, con un adeguata sicurezza, che l'organismo si sia ben acclimatato e i globuli rossi siano in quantità adeguata all'altitudine di circa 4000m.

Ulteriore problema è l'acqua. Noi abbiamo utilizzato pompe katadyne e micropur classic e forte (la differenza tra il classic ed il forte risiede che il forte purifica anche dai virus, ma lascia uno sgradevole sapore di cloro nell'acqua). Il metodo è pratico e leggero e durante il trek ci ha permesso di non incorrere in alcun tipo di problematica intestinale.

Una serie di foto sono presenti al seguente indirizzo: http://picasaweb.google.com/marcosaraceno/India2007

Due veloci foto da Leh.
Siamo arrivato questa mattina da Delhi: un altro clima, un altro mondo!
La quota si e' fatta sentire nelle prime ore, ora e' meglio!
A voi giudicare il posto ed i colori!
Domani un secondo giorno di acclimatamento tra monasteri e viuzze e poi si parte per Padum - Kargil!
Il centro di Leh
Il forte di Leh

Partito. E gia' il primo imprevisto: 6 ore di ritardo del volo Francoforte - Nuova Deli. Sono chiuso ormai da quasi 8 ore in questa scatola di cemento alla periferia di Francoforte. Ne mancano ancora 4 di attesa!
Ho conosciuto i miei compagni di viaggio: una signora sui 40 di Brescia, un ragazzo di 23 anni di Bologna ed una coppia di Torino sui 35 .. a primo acchito sembrano simpatici ed alla mano. I due ragazzi di Torino sono skyrunner e sci alpinisti e gia' questo aiuta. Il resto lo vedremo durante il viaggio.
Ora, cio' che conta, e' partire per Deli!
A presto.

Google Earth è un pezzettino di software acquistato da Google nel 2004 grazie all'acquisizione di Keyhole inc. (approfondisci). Tramite Google Earth è possibile vedere il nostro pianeta come se ci trovassimo su un satellite.
Il funzionamento è semplice; il pianeta è stato diviso in milioni di immagini incollate ed allineate in modo da coprire l'intero emisfero. Questo è la base. L'utente può decidere di visualizzare, al di sopra delle foto satellitari, dei livelli (layer) aggiuntivi con determinate informazioni (strade, città, luoghi di interesse). I livelli sono paragonabili a dei fogli trasparenti lucidi, sui quali sono disegnate le informazioni richieste, e permettono in tal modo di sovrapporsi al planisfero originale. Così facendo è possibile inserire centinaia di categorie di informazioni alle mappe visualizzate. Non solo, tali livelli sono creabili ad hoc da ciascun utente.
Ormai la copertura delle immagine è quasi globale, alcune aree con un dettaglio impressionante, altre zone del mondo con minor precisione.
L'utilizzo che ne viene fatto è dei più svariati. Dagli utilizzi commerciali, a quelli più ludici qule trovare la meta delle prossime vacanze. Si è creato un vero e proprio ecosistema intorno a Google Earth con centinaia di sviluppatori che hanno creato ed immaginato utilizzi più vari di questo pezzettino di software, il tutto grazie alla volontà di Google di mantenere pubbliche le parti di software cardine per l'integrazione con applicativi creati ad hoc.
Un'applicazione molto interessante è la possibilità di geotaggare le foto: cioè posizionare le fotografie scattate nel luogo esatto in cui sono state effettuate creando un livello ad hoc. Tale possibilità è stata resa possibile ai più da un azienda chiamata Panoramio.com (anche questa successivamente acquistata da Google) che grazie all'aggiunta della posizione spaziale all'interno del file dell'immagine stessa (EXIF) permette il loro posizionamento nelle mappe satellitari di GE e la loro condivisione sul web.
Molte immagini di Panoramio vengono di default caricate in Google Earth nell'apposito layer, ma è possibile anche caricare direttamente solo le proprie, o quelle di un amico (o quelle di Marco)in modo molto semplice e veloce.
Ad esempio, per rimanere sempre aggiornati sulle foto geotaggate da Marco è sufficiente seuire questi brevi step dopo aver aperto Google Earth:

Aggiungi > Link di rete >

All'apertura della maschera sottostante inserire nel campo Link il seguente indirizzo:
http://www.panoramio.com/kml/?user=738955




Ora aprendo Google Earth, sulla vostra sinistra, all'interno del menu "Luoghi" trovate un placemark sempre aggiornato chiamato Panoramio Marco (o il nome che avete dato in fase di inserimento nella schermata precedente). Cliccando sull'immagine ... et voilà!
Buon divertimento!

Ovviamente il tutto è fattibile anche con le vostre foto. Per trovare il link da inserire relativo alle vostre immagini, dopo esservi iscritti a Panoramio.com e aver geotaggato alcune immagini, andate nella pagina http://www.panoramio.com/google-earth/ e li trovate il link necessario!

Nota finale: una funzione semplice di geotaggazione delle foto in Google Earth non on line (e quindi non condivisibile con altri) è presente in Picasa (gestore delle foto di Google). Per ora i due software (Picasa e Panormaio) non sono integrati, ma se ne prevede una prossima integrazione completa essendo della stessa mamma grande G.

Ieri, nel mio vagare da solo per i monti del veronese, sono finito in Lessinia. Più precisamente, partendo da San Giorgio, sopra Bosco Chiesa Nuova, sono salito al Passo Malera per poi proseguire al Passo Pertica (ed all'omonimo rifugio) e salire alla cima Tibet attraverso il sentiero alpinistico A. Pojesi.
In prossimità del Passo Malera il paesaggio è mozzafiato: colline che si spengono in altopiani e celo.
La salita è stata molto remunerativa. Non ho trovato nessuno in tutta la giornata, con esclusione (come ovvio) all'interno del rifugio e di un gentile gruppo di ragazzi in prossimità della cima "Tibet".
Una gran bella zona da continuare a visitare e conoscere meglio.
La salita per il sentiero attrezzato Pojesi è semplice, vi sono alcune scalette e gradini metallici, ma le difficoltà tecniche sono abbordabili da chiunque.
Dalla cima Tibet, in poco meno di 30 minuti è raggiungibile il rifugio Fraccaroli alla cima Carega, frequentatissimo in estate, vista la sua vicinanza da Passo Campogrosso.

Di seguito alcune immagini della zona geotaggate:


Una bellissima fotogallery di un amico! Da visitare: foto di boulder in giro per il mondo, dal produttore delle migliori prese in circolazione ;-)

La partenza si avvicina e le mie attenzioni stanno volgendo sempre più all'India.
Ecco che allora anche il blog si aggiorna, per riuscire a tenervi informati sul divenire (sempre che a qualcuno interessi ;-)

Intanto avrete notato una nuova etichetta nei link Argomenti: India. Tutti i post relativi verranno etichettati in questa categoria.

In alto trovate la sezione "Velocissime news di sfuggita" dove posterò (o almeno spero) gli aggiornamenti di viaggio quando mi sarà possibile spedire un sms o avere skype (non cambio mai!).
Le medesime news le trovate nel "widget" qui sotto, oppure abbonandovi a questo feed rss ed ovviamente anche tramite twitter!

Nei prossimi giorni vi tedierò ancora con i preparativi ... che continuano!






Fra poco meno di 2 settimane si parte per l'India.
Il viaggio prevede sosta a Nuova Deli per ripartire subito alla volta di Lah, luogo di partenza alla scoperta dello Zanskar e del Ladakh, ai confini del Karakorum e al cospetto delle Trango Towers (oltre a Broad Peak, K2 e Gasherbrum IV).



Link a google maps qui.
Itinerario da importare in Google Earth qui.

A presto

Una bella aggiunta al tuo Google Earth: un bel add-in con una selezione (sempre in aumento!) dei principali spot di arrampicata ed alpinismo nel mondo.
Da tener d'occhio.

Questo weekend, per una serie di concause, non ultimo il maltempo ed il fatto che la mia ragazza lavorava, mi sono svegliato alle 10,30 e niente montagna.
Ma dopo una buona colazione a base di cornetto e caffé macchiato all'osteria sotto casa, mi sono messo a riguardare alcuni scatti effettuati in questi ultimi mesi.
Non posso ritenermi un buon fotografo (ahimé!) ma la cosa mi appassiona e diverte un mondo e la fotocamera, ormai, la porto con me quasi ovunque, spesso anche al lavoro (che non centra assolutamente nulla con la montagna). Dopo un lungo travaglio ho scelto per accettare definitivamente il compromesso della compatta a scapito della reflex, per questioni di praticità e comodità, e ormai non me ne pento.
Mi piacciono molto gli scatti in bianco e nero, ma con l'avvento del digitale, preferisco scattare sempre a colori, e solo ex post, trasformare la foto in b/n. La motivazione è semplice: il passaggio da colore a b/n è veloce ed indolore, mentre il contrario risulta impossibile! In più in tal modo è possibile effettuare piacevoli effetti, che magari i puristi aborrano, ma possono risultare utili.
La post produzione la effettuo con Photoshop e Lightroom, due ottimi software della Adobe (www.adobe.com). L'utilizzo, sopratutto di Photoshop, all'inizio può sembrare un po complicato e macchinoso, ma dopo la lettura di alcuni semplici manuali anche on line ( manuli in pdf | web e tutorial) risulta estremamente potente.

Un piccolo esempio:




L'effetto è stato creato utilizzando una serie di layer, nello specifico 3:
- Il primo è una copia del background, desaturizzata in modo da creare il B/N;
- Il secondo, la selezione del viso,l spostata in basso;
- I terzo (la cornice) creata utilizzando un poligono solido, con opacità al 88%, nel quale è stata cancellata la parte centrale.

A presto


Cosa Utilizzo:
Fotocamera Canon G7 + piccolo treppiede di emergenza;
Post: Adobe Photoshop CS, Adobe Lightroom;
Gestione: Picasa

Da qualche tempo l'American Alpine Club ha deciso di aprire le porte dei suoi archivi mettendo online e gratis (!) tutte le edizioni del suo annuario American Alpine Journal dal 1966 all'anno scorso.

L'American Alpine Journal è una delle migliori fonti a livello mondiale di informazione sull'alpinismo extraeuropeo: una montagna di resoconti in prima persona di viaggi e spedizioni di altissimo livello e scritte con uno stile impeccabile.

Una risorsa da non perdere per chi riesce a leggere in inglese. Per tutti gli altri, iniziate ad impararlo direttamente dagli articoli, ne vale la pena!

Unica pecca è il sistema di ricerca che è un po' macchinoso. Per risolverlo basta digitare l'url http://americanalpineclub.org/AAJO/pdfs/ ed aggiungere l'annata d'interesse per avere gli articoli suddivisi per anno d'edizione.
(es. http://americanalpineclub.org/AAJO/pdfs/1979/)

E perchè non pensiate che l'alpinismo hardcore che piace a noi si risolva in romantiche descrizioni di albe e tramonti date un'occhiata al link qui sotto, altro che grappette e strudel al rifugio!

http://americanalpineclub.org/AAJO/pdfs/2001/163_tabin_drugs_aaj2001.pdf

Vi è stata raccontata in questo blog la storia di un week-end a Monaco.. beh, molte parti della storia sono state omesse! Ve le racconto io, in:

La verità su monaco, ovvero: come hai potuto nascondere quello che è successo?!

Cap 1.
"Venite a Monaco?" Chiese Stief-il-bell'attaccabrighe. Pochi conoscono il motivo per cui è chiamato così, ma, si sa, sulle persone c'è sempre da imparare.
Io e il mio ragazzo, Marco-il-contastorie, ci pensammo un po' su. Avrei preferito fare qualcosa di più dinamico. Gli dissi che avevo bisogno di scaricare le energie e di rilassarmi. Rispose: "Tanto pioverà." Era una delle sue storielle, una di quelle che gli vengono nei momenti più vari e sugli argomenti più banali, come il tempo. Più banale è l'argomento, più grossa è la balla. E così mi lasciai così convincere a partire per la cittadina bavarese.
Ci raggiunse la quarta compagna di viaggio, Giulia-braccio-bionico, del cui soprannome l'origine è, invece, nota, ma non è dato spiegare. Fu così che a bordo di un mezzo che Marco-il-contastorie (...) definisce tra i più silenziosi in circolazione, arrivammo a Monaco.
La cittadina era come la ricordavo, offre tanto shopping - e infatti ci facciamo tutti spennare - in un piccolo centro tenuto bene. Molto simile a una bella cittadina del nord-est italiano, per me nulla di particolarmente esaltante.
Se non fosse per... la birreria.


Cap2.
"Andiamo al Hofbräuhaus".
Fu Stief a proporlo. Qualcuno doveva pur farlo prima o poi.
"Ok."
Tutti sanno quanto la birreria di Monaco sia divertente da visitare. Un angolo neppure tanto piccolo di tradizione bavarese, con camerieri in costume tipico che offrono prezzle alle tonnellate di indigeni&turisti. Decisamente un'allegra atmosfera .
Ma c'è di più.
Non tutti sanno che il ritrovo bavarese ha l' INSPIEGABILE proprietà di mostrare la vera indole delle persone.
E in pochi minuti:
Ecco Giulia-braccio-bionico, impegnata a sfoderare la sua arma più micidiale. Finalmente poteva testarla con qualcuno, non aspettava altro: clicca qui per dare un'occhiata.


Anche Stief-il-bell'attaccabrighe non perse l'occasione. Nessuno l'ha visto, ma, con quell'occhietto sveglio da protagonista di cartone animato giapponese, ha tutta l'aria di aver vinto un'altra di quelle sue sfide: avrà infranto un cuore o ridotto in poltiglia qualche malcapitato?



Quanto a Marco-il-contastorie, ahimè, tornò dal bagno in queste condizioni. Sul cuore c'è scritto "prendimi"!





Dopo alcuni anni di attività ho definitivamente cessato l'attività di distribuzione dei prodotti PRIMUS per il mercato italiano.
Per me è stata una bellissima esperienza, ho conosciuto il mondo dell'outdoor dalla parte della produzione e del commercio. Delle fiere e delle loro feste ;-). Un bel mondo.

In questo tempo ho preparato molti documenti relativi ai prodotti PRIMUS, quali descrizioni dei prodotti e perfino una guida inedita in italiano sull'utilizzo del PRIMUS Multifuel e Omnifuel, fornelli non semplicissimi da utilizzare, ma sicuramente estremamente validi.

Di seguito trovate una serie di pubblicazioni, frutto esclusivo del mio lavoro, che penso possano essere utili, per quanto in alcuni casi leggermente datate. Le pubblico in questo luogo poichè non voglio che vengano persi e spero possano interessare (almeno a qualcuno! )


Sito ufficiale PRIMUS: www.primus.se

Materiale utile:

Domenica mattina mi sono svegliato presto, visto il tempo uggioso, sono salito a fare una camminata da solo con i nuovi bastoncini in carbonio appena arrivati dall'Inghilterra.
Era un po' che cercavo dei bastoncini in carbonio per skialp ma il prezzo mi aveva sempre spaventato. Gia alcuni mesi addietro avevo trovato quest'azienda (ALPKIT) che ne produceva un modello ad un prezzo molto interessante, ma poi la stagione andava a scemare e avevo rimandato.
La scorsa settimana mi ero deciso. In tre giorni lavorativi, dal mio acquisto on line sul loro sito molto ben fatto e da tener d'occhio, mi sono stati recapitati e non ho resistito ad andarli a provare.


PRO:
Appena partito mi sono subito reso conto dell'estrema leggerezza (216g) e della cura prestata nei dettagli:

  • regolabili in tre sezioni con il classico twist-lock (il meccanismo che fissa la lunghezza del segmento avvitando);
  • impugnatura in comodo materiale plastico anti sudore e scivolamento (EVA);
  • cinturini regolabili e rinforzati in materiale antisudore;
  • puntale in tungsteno;
  • vengono forniti con coppie di rondelle, una larga da sci e la classica di diametro inferiore;
  • disponibilità di tutti i pezzi di ricambio;
  • estrema gentilezza di Kenny, uno dei fondatori dell'azienda che vive a Lecco (vedi sotto).
CONTRO:
  • il carbonio non si piega: si rompe!



Epilogo

Contentissimo fino alla vetta, quando è stato il momento di scendere, mi sono subito reso conto che correndo, e appoggiando il bastoncino sul terreno dissestato, ogni qual volta che si incastrava tra qualche sasso ... la sensazione non era positiva. Morale: ad un tratto crack, il segmento inferiore si rompe. Il puntale si era incastrato tra due sassi e correndo ho flesso in avanti il bastoncino superando il suo limite di tenuta.
Mi sono subito rivolto ad ALPKIT, sapendo perfettamente che la colpa era completamente mia, ed ho chiaccherato con Kenny che gentilmente, vivendo a Lecco, si è offerto di inviarmi lui il pezzo di ricambio senza dover aggravarmi delle spese di spedizione.

Conclusioni
Bel prodotto, molto ben fatto. Il loro utilizzo è da preferire, a mio avviso, durante lo sci alpinismo, dove la differenza di peso e le modalità di utilizzo ne giustificano la spesa.
Voto: Buono

Produttore: ALPKIT.com
Costo: 40,00 GBP
Segmenti di ricambio: dai 6,00 ai 10,00 GBP

La scorsa settimana, tornato a casa da un negozio H&M con un paio di boxer nuovi, mi sono trovato tra le mani la busta in silicone che li conteneva. Così mi è passato per la mente un lampo a ciel sereno. Perchè inquinare e buttar via tale bustina quando era proprio quello che cercavo per riporre in ordine piccoli oggetti nello zaino (telefonino, portafoglio, ipod .. insomma quello che volete) e garantirne l'incolumità in caso di pioggia.
La bustina fà proprio al caso nostro. E' in silicone, quindi completamente impermeabile e leggera. E' di un colore opaco, ma allo stesso tempo trasparente per vedere cosa ci sia al suo interno. E' provvista di zip, quindi semplicemente richiudibile.

Chi lo avrebbe mai pensato prima di partire?
Ed invece si. Anche lei ce l'ha fatta.
L'idea era di passare un paio di giorni in quel di monaco di baviera, in germania, insieme alla compagnia di giulia, stief e terri.
Partenza da casa di terri alle ore 21 di venerdì sera. Prima passiamo a prendere giulia in stazione, filiamo da terri e giusti giusti partiamo.
Eravamo in quattro, carmen, giulia, terri ed io. Lo stief ci aspettava la mattina seguente direttamente a monaco.
Il viaggio ci ha portato velocemente attraverso le alpi. Passato il brennero in meno di 4 ore eravamo ad insbruck. Quella volta terri ha fatto molta fatica.
La mattina seguente, la prima cosa che abbiamo fatto una volta caricato lo stief e trovato un buon parcheggio a terri (e che fatica quella volta per trovare parcheggio!) è stato piazzarci in un sedile della hofbraeuhaus ed ordinare una buona birra.
In quel preciso istante si è rivelata. Si proprio LEI si è rivelata in quello che realmente è. La nostra piccola compagna di viaggio ha sfoderato tutte le sue carte.
La birra piccola ovviamente non era possibile ordinarla per questioni tecniche. Ecco allora che appena arriva la sua birra da L si getta sopra. Nessuno è riuscita a fermarla. Proprio nessuno!
Ed eccola trangugiarla con fervore fino all'ultima goccia. Non ha permesso a nessuno di fermarla o di parlare con lei. Il suo unico obiettivo era di finire la birra per poterne ordinare una seconda.
E così via. Dopo la prima la situazione si è ripetuta una seconda, e poi, una terza volta ... se non fosse stato per quel giovane e distinto signore che è giunto in nostro aiuto cercando di distrarre carmen dal vizio della goccia non saremmo mai riusciti ad uscire.

La realtà è stata un po' diversa (ma non troppo ;-), ma verrà svelata, forse, una prossima volta.

Due parole veloci sulla città

L'Hofbräuhaus è una tappa obbligata nella capitale della baviera. Tipico ed allo stesso tempo pacchiano. Ma sempre bella. Capita sovente di incontrare gruppi di ubriaconi veri (mica come la nostra carmen!) che si piazzano alla mattina del sabato all'apertura e si alzano alla sera, con alcune pause dovute al signor cesso (dotato pure di imbuto in acciaio inossidabile atto alla raccolta dei residui della digestione casuati da una abbondante innaffiatura di birra).
Altro divertimento è lo shopping. Oltre a tutt le classiche catene di abbigliamento e quant'altro, sono da almeno visitare i negozi da outdoor, fornitissimi e bellissimi. Due a titolo di esempio.

Schuster: Il più grande, in pieno centro, a due passi dal municipio e dalla piazza centrale. Cinque piani di visual merchandising al massimo livello e tanta, tanta attrezzatura ed abbigliamento da montagna. Shuster.
DAERR: un punto vendita più piccolo, defilato dal pieno centro, ma estremamente ricercato. Buoni prezzi e fornitissimo. Da visitare. Fa anche vendita per corrispondenza.
Patagonia: un bel punto vendita monomarca. Rimane una delle mie preferite.

Quando si è in montagna spesso vi è il problema del cibo. Le barrette energetiche, piccole e comode, non riescono (almeno per quanto mi riguarda) a soddisfare la necessità di cibo.
Lo scorso week end ho provato una busta contenente verdure e manzo disidratati. La svolta. Il sapore non era per nulla male, sono estremamente comode da preparare e soprattutto non sporcano! Esatto, non sporcano nulla! Infatti è sufficiente far bollire mezzo litro di acqua e versarlo direttamente nella busta: aspettate 5 minuti ed il pranzo è servito! Una volta mangiato, chiudete la busta predisposta di comoda zip e sarà pronta per il primo cestino al vostro ritorno! Conclusione: una cena calda, con un uso moderato di acqua ed il pentolino pulito per il thè del mattino! Il produttore di tale "prelibatezza" è Drytech.no, azienda norvegese.

Sito specializzato nella vendita di cibo da spedizione:
http://www.expeditionfoods.com

Drytech.no

Non sono necessarie tante parole. Una veloce web gallery da guardare in un unica boccata.
Unico neo: le fotografie sono disponibili gratuitamente in dimensioni ridotte. Merita comunque una visita.

Week end del primo maggio 2007.
L'obbiettivo era provare la cima del Civetta per la ferrata degli Alleghesi in condizioni tardo invernali / primaverili.
Partiamo da Palafavera verso le 8 carichi come muli. Per arrivare al rifugio Coldai incontriamo poca neve, il cielo è limpido e sembra tenere. Al Coldai incontriamo il gestore che era salito poco d'innanzi a noi per riaprire il rifugio dopo la lunga assenza invernale, in procinto dell'inizio della stagione estiva. Due parole, un breve commento sulla situazione neve, e si riparte.


Subito dopo il rifugio. Album Civetta
Ci rendiamo subito conto che le condizioni sopra il rifugio non sono le migliori. Vi è molta neve residua in tutti i pendii, ed il caldo sicuramente non aiuta: ci aspettano tre ore a pestare neve marcia, "floppa" come la chiamiamo noi, con l'aiuto della fida picozza. Il doppio del tempo previsto dalle guide per l'avvicinamento dal rifugio all'attacco!
Arrivati all'attacco della ferrata ci guardiamo, e ci chiediamo: "si va'?". Guardo in su il cielo. Guardo l'orologio. Riguardo il cielo. Il tempo si stava guastando. Era salito il vento e le nubi risalivano la parete nord del Civetta per piombarci a addosso sul versante sud. Senza tante parole, e dopo alcuni indugi, partiamo. Dopo pochi metri lo Stief si rende conto che io non me la sentivo, che non c'era quel feeling necessario alla salita. Uno sguardo, un paio di parole ed ancor prima della scaletta metallica si decide: "è ora di scendere".

La parete Sud. Album Civetta

Ci aspettano tre ore per il rientro al rifugio. Tre ore di neve ancor più "floppa".
Inizia a grandinare, la grandine si trasforma in neve e successivamente in pioggia. Entriamo nel locale invernale del Coldai alle 6 di sera. Zuppi. Riesco solo a spogliarmi e infilarmi dentro il sacco a pelo, mentre lo Stief attizza la stufa economica.
Ci risvegliamo alle 8 ed iniziamo a preparare la cena.









Il thé caldo del mattino sucessivo. Album Civetta

Durante la discesa alla macchina. Album Civetta

Alle prime sembra il solito (solito?! per chi?! ... magari per gli inglesi!) sito di commercio elettronico. Ma subito ti rendi conto della mancanza totale di tutti i marchi noti. L'idea, avuta da un gruppo di appassionati, è semplice: produrre e commercializzare direttamente una piccola serie di prodotti di buona qualità con un rezzo corretto.
Interessante.

Per iniziare bene non potevano mancare le foto. Una bellissima giornata di sole, caldo ed arrampicata in Slovenia. Niente di meglio per svagarsi, non una grande avventura, certo, ma sicuramente una splendida giornata!

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