Un interessante studio condotto dal policlinico Universitario di Zaragoza su 35 alpinisti di punta appartenenti a quattro diverse spedizioni himalayane, ben 34 abbiano riportato danni celebrali di varia entità. Tale analisi, anche se effettuata su un campione non statistico, visto l'esiguità della popolazione scelta, verrebbe maggiormente avvalorata da ulteriori studi effettuati su altri 22 alpinisti di ritorno dal Monte Bianco, dall'Aconcagua e dal Kilimanjaro, anche loro affetti da danni celebrali. Maggiori dettagli sono reperibili partendo da questo articolo e seguendo i link biblografici:
NEW STUDY: ALTITUDE CAUSES PERMANENT BRAIN DAMAGE

Continuando a parlare di altaquota, mi sono inbattuto in questo breve racconto-recensione-intervista (I PRIMI PASSI DI KURT VERSO L’IGNOTO ) a Kurt Diemberger (Wikipedia), autore del libro "Da 0 a 8000", il quale di esperienze Himalayane ed alpine di alta quota, certo non ha da invidiare nessuno. Leggendo i suoi scritti (qui) e guardando le sue fotografie nonché i suoi lungometraggi mi sovviene una innocente provocazione: i danni celebrali provocati dall'altaquota sono peggiori dal "bel far niente" davanti alla tv?