Patagonia ha aggiunto al suo sito una interessante sezione sull'impronta ambientale di alcuni suoi prodotti, con molta documentazione su come e dove vengono prodotti i vari componenti, per quali distanze devono essere trasportati e quali sono rischi ambientali che il processo produttivo comporta. Una grafica accattivante e molto materiale documentario rendono interessante dare un'occhiata. Un'iniziativa di marketing intelligente per Patagonia che mostra però molti dettagli su come si svolga nella realtà un processo di produzione globalizzato anche a chi non intende comprare i costosi (e stilosi, ma non sempre) prodotti della multinazionale americana.

La foto è tratta dal blog di patagonia, e non è un fotomontaggio.

Leggendo questo articolo mi sono riapparse alla memoria le due vesciche che continuano a lasciarmi i segni sui talloni di entrambi i piedi (forse erano loro ad avermi fatto interessare all'articolo?). Comunque sia, chiunque abbia conosciuto i dolori provocati da queste maledette "pustole", un occhiata all'articolo citato merita davvero.

Vai all'articolo.

TNF, tramite questa spedizione richiamata in molti banner apparsi in diversi siti web in questo periodo, si pubblicizza alla grande massa trasmettendo il messaggio di expoit che in realtà exploit non sono.
Il tekking sul fiume ghiacciato dello Zanskar, che collega il villaggio di Padum (capoluogo dello Zanskar) alla valle di Leh (principale cittadina del Ladakh) è certo un tragitto impegnativo, percorribile solo tra metà gennaio a metà febbraio a causa della tenuta del ghiaccio, ma non si può certo definire un exploit da grandi esploratori o da, men che meno, ironman: per le popolazioni dello Zanskar è l'unico tragitto (o quasi) per raggiungere la "civiltà" durante i lunghi mesi invernali, periodo nel quale il passo ai confini con il Pakistan sul quale passa l'unica carreggiabile, è sommerso dalla neve.
Risulta quindi difficile definire tale avventura un avventura estrema, visto che gli Zanskari non hanno certo a disposizione il materiale TNF ... per loro è sicuramente la situazione è ben più dura! Inoltre, nella zona di Leh, vi sono come minimo una 20 di agenzie "alpinistiche" che prevedono il medesimo trekking come attrazione per i dollari occidentali ... a voi il giudizio!

Una bozza dell'itinerario è reperibile sulla seguente ottima guida, redatta da Marco Vasta, grande conoscitore della zona e l'itinerario di massima in questa pagina.

Un avventura sicuramente da fare! E se lo dico io, certo non si può considerare "estrema"!

Sempre sognato di diventare uno dei protagonisti dei Simpson? Ecco una web application che ti permette di assomigliare al tuo eroe preferito degli umanoidi gialli!

Questa è Carmen ...

.. e questo sono io ..
.. CHE COPPIA!

Ora crea il tuo personaggio in questo sito: http://www.simpsonizeme.com/

*** UPDATED ***

Un mio compagno di viaggio ha scattato numerosi fotogrammi, alcuni di indubbio valore e meritano una visita:
http://picasaweb.google.it/abiavati/PadumToLamayuruTrek

Bravo Ale!

Epilogo: ritorno a casa con diarrea e vomito.
A parte i classici regalini di questo tipo di viaggio, già considerati alla partenza come "da portare a casa", per il resto questo trekking lo consiglio. Le difficoltà sono basse, un discreto allenamento e l'adattamento a 10 giorni di vita all'aria aperta sono ciò che basta per partire: 176 kilometri e 5400 metri di dislivello in salita in 10 giorni di cammino sono ben gestibili da chiunque in condizioni fisiche buone.
Arrivati a Leh (3500 m), capitale del Ladakh ed unico aeroporto "militare/civile" dello stato del Kashmire Jammu (di cui fa parte la provincia del Ladakh) abbiamo speso un paio di giorni per acclimatarci. In tal modo abbiamo avuto l'occasione di visitare alcuni monasteri buddisti per i quali la regione è famosa.
Il terzo giorno abbiamo preso una jeep ed in due giorni di strada abbiamo raggiunto prima Kargil, capitale della provincia del Kashmire, e poi Padum, piccolo capoluogo dello Zanskar, una delle regioni Himalayane maggiormente inaccessibili, dato che l'unica carreggiabile da noi percorsa attraversa il Penzi La pass che tocca i 4.267 m: rimane inaccessibile per 7/8 mesi all'anno!
Da qui, con l'aiuto di 9 cavalli, il nostro piccolo gruppo ha iniziato il cammino che unisce Padum (e lo Zanskar) con il villaggio di Lamayuru, tra Kargil e Leh.
Il trekking si è svolto per i sentieri che i locali utilizzano durante il periodo estivo e che collegano i piccoli villaggi incastonati in questa natura desertica, dai colori sui toni del giallo e del rosso, dove non esistono infrastrutture stradali.
Il punto più alto raggiunto durante il trekking è stato il Singi La a 5060 m. Il cammino si svolge ad un altitudine media di circa 4200 metri. Vi sono numerosi passi oltre i 4600m. Il campo più alto è stato efettuato a circa 4600 m. Il trekking è molto remunerativo. Il paesaggio sorprende per i colori del cielo, che durante il periodo estivo rimane terso e senza piogge, e i toni sul giallo-rosso del terreno, caratterizzato da pietre e guglie di stampo dolomitico in un ambiente che per dimensioni è fuori scale rispetto alle Alpi!
Per quanto mi riguarda ho sofferto l'altitudine solo il secondo giorno a Leh, dove ho avuto mal di testa e nausea. Durante il trek, salvo casi sporadici di alcune ore, il mal di montagna non si è fatto sentire. Ho tenuto sempre con me le pastiglie di Diamox che ho usato, in quantità placebo (mezza compressa al giorno, con una punta di una al giorno), durante i primi giorni. Alcuni miei compagni hanno invece sofferto l'altitudine nei giorni seguenti. Questo per dire che non vi è una regola fissa. Unica regola è quella di prestare attenzione ai sintomi. Bere tantissimo, Non sforzarsi i primi giorni e salire piano. Leggendo vari libri e parlando con varie persone, un corretto acclimatamento prevederebbe di salire di circa 400 m al giorno. Inoltre 30 giorni sono il termine minimo per poter considerare, con un adeguata sicurezza, che l'organismo si sia ben acclimatato e i globuli rossi siano in quantità adeguata all'altitudine di circa 4000m.

Ulteriore problema è l'acqua. Noi abbiamo utilizzato pompe katadyne e micropur classic e forte (la differenza tra il classic ed il forte risiede che il forte purifica anche dai virus, ma lascia uno sgradevole sapore di cloro nell'acqua). Il metodo è pratico e leggero e durante il trek ci ha permesso di non incorrere in alcun tipo di problematica intestinale.

Una serie di foto sono presenti al seguente indirizzo: http://picasaweb.google.com/marcosaraceno/India2007