Week end del primo maggio 2007.
L'obbiettivo era provare la cima del Civetta per la ferrata degli Alleghesi in condizioni tardo invernali / primaverili.
Partiamo da Palafavera verso le 8 carichi come muli. Per arrivare al rifugio Coldai incontriamo poca neve, il cielo è limpido e sembra tenere. Al Coldai incontriamo il gestore che era salito poco d'innanzi a noi per riaprire il rifugio dopo la lunga assenza invernale, in procinto dell'inizio della stagione estiva. Due parole, un breve commento sulla situazione neve, e si riparte.
| Subito dopo il rifugio. Album Civetta |
Arrivati all'attacco della ferrata ci guardiamo, e ci chiediamo: "si va'?". Guardo in su il cielo. Guardo l'orologio. Riguardo il cielo. Il tempo si stava guastando. Era salito il vento e le nubi risalivano la parete nord del Civetta per piombarci a addosso sul versante sud. Senza tante parole, e dopo alcuni indugi, partiamo. Dopo pochi metri lo Stief si rende conto che io non me la sentivo, che non c'era quel feeling necessario alla salita. Uno sguardo, un paio di parole ed ancor prima della scaletta metallica si decide: "è ora di scendere".
| La parete Sud. Album Civetta |
Ci aspettano tre ore per il rientro al rifugio. Tre ore di neve ancor più "floppa".
Inizia a grandinare, la grandine si trasforma in neve e successivamente in pioggia. Entriamo nel locale invernale del Coldai alle 6 di sera. Zuppi. Riesco solo a spogliarmi e infilarmi dentro il sacco a pelo, mentre lo Stief attizza la stufa economica.
Ci risvegliamo alle 8 ed iniziamo a preparare la cena.
| Il thé caldo del mattino sucessivo. Album Civetta |
| Durante la discesa alla macchina. Album Civetta |
|